Centro di Gastroenterologia e Dietologia Marone

“La salute è il primo dovere della vita”
Oscar Wilde

Le bacche di Acai: un antiossidante naturale

Le bacche di Acai sono frutti che originano da una palma arborea - Euterpe oleracea, Fam. Arecaceae – presente nelle foreste settentrionali del Brasile.

Ci ritroviamo di fronte a pressanti campagne pubblicitarie sulle presunte virtù terapeutiche di questi frutti, ma come sempre la prudenza è d'obbligo.

Le bacche di Acai, infatti, sono sostanzialmente un buon antiossidante e nulla di più; esaminandone i valori nutrizionali, se ne apprezza l'alto contenuto in antocianine - antiossidanti tipici della frutta con tonalità rosso scure, blu e nere - con effetto protettivo su micro e macrocircolo (utili in presenza di fragilità capillare e relative manifestazioni). Sembra, però, che il potere antiossidante globale del succo di Acai risulta inferiore a quello del succo di melograno, del vino rosso, del succo d'uva fragolina, del mirtillo e del succo di ciliegia nera (Prunus serotina), ma superiore a quello dei succhi di arancia, mela e del freddo.

Le bacche di Acai presentano un contenuto discreto (ma non di certo eccezionale) di calcio, ferro e vitamine A e C, oltre che una generosa presenza di fibre e fitosteroli. Buono anche il contenuto proteico e lipidico, con prevalenza di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico - 56% c.a.) e discrete percentuali di polinsaturi (principalmente acido linoleico 12.5% c.a.) e di acido palmitico (24.1% c.a.).

Gli integratori a base di questi piccoli frutti neri che crescono in Amazzonia sono l'ultima magia per dimagrire che impazza sul web, ma in realtà non determinano automaticamente un calo di peso.

Secondo Giovanna Cecchetto, presidente dell’Andid (Associazione Nazionale Dietisti) «Non si può dimagrire solo assumendo integratori. Per perdere peso è necessario modificare il proprio stile di vita, le abitudini alimentari e fare più movimento». «Secondo alcuni siti le bacche di acai sarebbero clinicamente testate, ma non ho trovato nessuno studio scientifico in merito alla loro efficacia».

Uno dei principali meriti che viene riconosciuto  a questi frutti è proprio quello di accelerare il metabolismo ma, secondo Cecchetto: «non esiste una pillola che rallenti o acceleri il metabolismo. Anzi, il metabolismo rallenta quando si perde troppo peso velocemente, perché oltre alla massa grassa si riduce anche quella magra responsabile dell'attività metabolica. Ecco perché non conviene fare diete drastiche. Meglio non perdere più di un chilo a settimana». Per non parlare dell’effetto drenante: «I chili persi attraverso l'eliminazione dell'acqua corporea non hanno niente a che vedere con il dimagrimento vero, che deve essere tutto a carico della massa grassa», avverte la dietista. 

Anche l’idea che eliminare le tossine, per purificare il colon, aiuterebbe a perdere peso non ha alcun fondamento scientifico. Infatti, «Non c’è alcun fondamento scientifico circa una presunta correlazione tra effetto detox ed effetto dimagrante e l’affermazione: "Se mi depuro tutto funziona meglio" non ha nessun nesso con il peso. Quindi, l’unica cosa da fare è diffidare da queste promesse miracolose e affidarsi a uno specialista. Solo chi ha una formazione adeguata può dare i giusti consigli personalizzati per perdere peso, individuando le reali cause dell'ingrassamento. Dalla capacità di fare e mantenere anche piccoli cambiamenti nelle proprie abitudini alimentari e di vita dipende il successo e la durata del risultato».