Centro di Gastroenterologia e Dietologia Marone

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Sensibilità al glutine: come riconoscerla

Sintomi simili a quelli della celiachia e dell'allergia al grano possono essere riscontrati in soggetti con “Sensibilità al glutine”.

Al contrario della malattia celiaca, questa condizione potrebbe essere transitoria e potrebbe risolversi dopo un periodo di alimentazione senza glutine o frumento. La sensibilità al glutine è spesso associata a mal di testa, nausea, irritazione intestinale, stanchezza, dolori muscolari e molti altri problemi a cui, se si ignora la propria condizione di sensibilità, non si sa dare spiegazione. Uno studio italiano, pubblicato sulla rivista 'American Journal of Gastroenterology', e presentato in occasione del IXX Congresso nazionale della Federazione italiana società malattie apparato digerente), che si terrà in questi giorni a Bologna, ha realizzato la prima fotografia italiana dei soggetti affetti da sensibilità al glutine non celiaca.

"I nostri risultati confermano senza dubbio l'esistenza della sensibilità al glutine non celiaca e la connotano come una condizione eterogenea, che include differenti sottogruppi di pazienti - afferma Antonio Carroccio, coordinatore dello studio e direttore dell' Unità di medicina degli Ospedali Riuniti di Sciacca – di questi, una percentuale rilevante, circa il 33% con Sindrome del colon irritabile (Ibs), sono risultati realmente sensibili al glutine dopo essere stati sottoposti al trial in doppio cieco".

"In realtà - precisa Carroccio - dato che il challenge in doppio cieco è stato eseguito con farina di frumento e non con glutine puro sarebbe meglio parlare di ipersensibilità al frumento. I pazienti sensibili al glutine possono quindi essere suddivisi in due categorie: quelli che accusano disturbi solo quando assumono glutine o frumento e quelli che devono evitare anche altri alimenti, perché accusano sintomi oltre che con l'assunzione del frumento anche con l'assunzione di latte vaccino e derivati, uovo e altri cibi. Si può affermare quindi - sottolinea - che i pazienti che soffrono di ipersensibilità al glutine o frumento mostrano caratteristiche cliniche più simili ai pazienti celiaci, mentre i pazienti che hanno più intolleranze attive hanno caratteristiche più simili ai pazienti allergici".

L’obiettivo dello studio, per il quale sono stati reclutati oltre 250 pazienti, è stato quello di valutare la sensibilità al glutine, 'non celiaca', e definire marker diagnostici, sierologici ed istologici che, al momento, sono ancora mancanti per questa patologia. "Uno dei principali elementi di novità dello studio – commenta Carlo Catassi, coordinatore del 'Dr. Schär Institute' e ordinario di pediatria all'università Politecnica delle Marche – oltre al numero di pazienti esaminati, che fino a questo momento non ha paragoni, è stato quello di poter analizzare retrospettivamente un database, rigorosamente elaborato in doppio cieco, di oltre 10 anni di lavoro di un centro specialistico nel campo delle intolleranze e delle allergie alimentari".

"In pratica sono state riviste retrospettivamente tutte le cartelle di pazienti messi, in cieco, a dieta senza glutine - prosegue Catassi - e in seguito riesposti a questa molecola analizzandone le caratteristiche cliniche comuni e tracciando così la prima fotografia italiana dei soggetti affetti da sensibilità al glutine non celiaca".

"In conclusione - avverte Carroccio – per quanto riguarda la sensibilità al glutine non celiaca, sebbene tuttora sia possibile fare una diagnosi soltanto sul piano clinico per esclusione, tutti questi elementi che stiamo aggiungendo rappresentano ulteriori passi avanti, quali indicatori di sospetto che ci permetteranno di avere dei motivi sempre più solidi per approfondire l'anamnesi".