Centro di Gastroenterologia e Dietologia Marone

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Oscar Wilde

Cellule liquido amniotico riparano intestino malato

L’enterocolite necrotizzante è una grave malattia necroinfiammatoria dell'intestino che colpisce i neonati, soprattutto prematuri, con una mortalità del 15-30% nei casi più severi. E’ stato dimostrato che cellule staminali ottenute da liquido amniotico sono in grado di riparare l'intestino in un modello animale della patologia (studio pubblicato su Gut e condotto da ricercatori del Great Ormond Street Hospital di Londra, in collaborazione con Fondazione Istituto di ricerca pediatrica Città della speranza di Padova, Research and Innovation s.r.l. di Padova e il Wake Forest Institute for Regenerative Medicine (Usa)), aprendo così orizzonti per nuove terapie. Ad oggi, infatti, non è disponibile alcuna cura specifica, ma solo terapie mediche di supporto e la rimozione chirurgica delle porzioni di intestino necrotico. L'asportazione di ampie parti di intestino, però, può causare nei bambini che sopravvivono una sindrome da intestino corto, con necessità di nutrizione parenterale permanente o di un trapianto intestinale.

Le staminali derivate da liquido amniotico sono una particolare popolazione di cellule multipotenti, di origine fetale. Lo studio ha dimostrato che queste cellule sono in grado, una volta iniettate in ratti neonati affetti da enterocolite necrotizzante, non solo di riparare l'intestino a livello istologico, macroscopico, radiologico e funzionale, ma anche di aumentare la sopravvivenza e ridurre la mortalità degli animali trattati.

Si è osservato che le cellule staminali agiscono stimolando la riparazione del tessuto intestinale danneggiato oltre che rigenerando di per sé le porzioni di intestino necrotico. Le staminali da liquido amniotico producono, infatti, fattori di crescita in grado, da un lato, di ridurre l'infiammazione e la morte cellulare, dall'altro di stimolare la proliferazione delle cellule della mucosa intestinale. Nello specifico, questo è possibile grazie all'attivazione da parte delle staminali di una speciale popolazione di cellule normalmente residenti nell'intestino (cellule stromali che esprimono la ciclo-ossigenasi 2-COX2), che agiscono come 'interruttore cellulare' degli effetti benefici delle cellule staminali derivanti da liquido amniotico sull'intestino.

"Negli ultimi 5 anni le cellule staminali derivanti da liquido amniotico hanno dimostrato di possedere ampie potenzialità terapeutiche in diversi modelli di malattia", ricorda il ricercatore Paolo De Coppi. "In questo studio, per la prima volta, viene dimostrato che queste cellule sono anche in grado di riparare l'intestino. Questo risultato apre nuovi orizzonti per la cura di molte patologie intestinali, soprattutto dell'età pediatrica".

"Questo studio non solo fornisce la prova che le cellule staminali derivanti da liquido amniotico sono in grado di curare l'intestino affetto dall'enterocolite necrotizzante - precisa Mara Cananzi - ma ha anche chiarito il meccanismo molecolare attraverso cui agiscono queste cellule. La conoscenza del meccanismo d'azione delle cellule staminali potrà permettere in futuro di sviluppare nuove terapie farmacologiche per la cura di patologie intestinali come l'enterocolite necrotizzante". Giorgio Perilongo, direttore della Clinica pediatrica di Padova, afferma che "i risultati dello studio, nato dalla collaborazione fra il Dipartimento di salute della donna e del bambino dell'Azienda ospedaliera-università di Padova e l'ospedale pediatrico Great Ormond Street di Londra, costituiscono la prima prova del potenziale terapeutico delle cellule staminali derivanti da liquido amniotico per la cura delle patologie pediatriche del tratto gastrointestinale".

"Data la possibilità di ottenere le cellule staminali dal liquido amniotico senza danneggiare il feto - continua Pierilongo - in futuro si potrebbe ipotizzare un utilizzo autologo di queste cellule; ovvero ogni neonato potrebbe beneficiare delle cellule staminali ottenute dal proprio liquido amniotico per il trattamento di eventuali patologie congenite o perinatali. Oltre a tutto ciò il lavoro testimonia le grandi potenzialità che può generare il consolidarsi dei rapporti tra il Great Ormond Street di Londra e l'ospedale materno infantile di Padova". Stefania Fochesato, presidente della Fondazione Città della speranza, esprime massima soddisfazione per i risultati della ricerca e afferma l'importanza di "continuare a raccogliere fondi per la ricerca scientifica pediatrica perché è solo grazie al sostegno, anche piccolo, di tante persone che si raggiungono grandi risultati".